IVA in edilizia
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Aliquote applicabili dal 2008 per gli interventi di recupero
 
La legge Finanziaria 2010, L. n. 191/2009, ha previsto la messa a regime dell'aliquota IVA ridotta al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle abitazioni, in virtù della direttiva comunitaria che ha consentito agli Stati membri di introdurre , in via permanente, aliquote d'imposta ridotte per i servizi ad alta intensità di manodopera.

Pertanto, i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati residenziali devono essere fatturati con l'aliquota IVA ordinaria del 10%.

Resta ferma l'aliquota del 10% per i contratti di appalto aventi ad oggetto interventi incisivi di recupero, quali il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia e la ristrutturazione urbanistica (art. 3, c. 1, lett. c, d ed f, del D.P.R. 380/2001), in quanto prevista a regime (ossia senza vincoli temporali) dal n. 127 - quaterdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972.

Allo stesso modo, rimane confermata l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10% per l'acquisto dei beni finiti (con esclusione, quindi, delle materie prime e semilavorate) impiegati nella realizzazione di questi interventi di recupero più incisivo, così come stabilito dal n. 127-terdecies, della citata Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972.

Riportiamo di seguito un quadro riepilogativo delle aliquote applicabili, dal 1° gennaio 2010, agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, alla luce, tra l'altro, dei nuovi riferimenti normativi previsti dal D.P.R. 380/2001, recante il «Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia».
Tavola riepilogativa - Le aliquote IVA applicabili dal 2010 per gli interventi di recupero




I nuovi riferimenti all'art. 3 del D.P.R. 380/2001 possono essere utilizzati per indicare la tipologia d'intervento realizzato sull'edificio oggetto di recupero, sia in fattura, sia nelle lettere inviate dai committenti per la richiesta di applicazione di aliquote IVA agevolate.

Agli stessi fini, resta comunque valido il riferimento alle disposizioni contenute nell'art. 31 della L. 457/1978, in virtù non solo dell'automatico collegamento alla normativa successiva, ma anche perchè il Legislatore non ha ancora provveduto alle necessarie modifiche del testo del D.P.R. 633/1972 sull'IVA, che richiama ancora la norma previgente.

Segnaliamo che, sotto il profilo giuridico, l'art. 31 della L. 457/1978 non è stato formalmente soppresso dall'art. 3 del D.P.R. 380/2001. Si ritiene altresì che le due norme convivano nel nostro ordinamento, come specificamente indicato all'art. 137 lett. b) dello stesso D.P.R. 380/2001.

Rispetto alle definizioni di intervento di recupero previste dall'art. 31 della L. 457/1978, l'art. 3, lett. d), del D.P.R. 380/2001 estende la nozione di ristrutturazione edilizia agli interventi di demolizione dell'edificio e successiva ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.

In merito, precisiamo che, anche in assenza di una specifica pronuncia da parte dell'Amministrazione finanziaria, l'aliquota IVA ridotta al 10% risulta allo stesso modo applicabile anche agli interventi di demolizione e successiva ricostruzione senza aumento di volumetria, in quanto intervento di ristrutturazione edilizia.